Entrevista para Italia. Paese ostaggio del narcotraffico Papa Francesco teme, come tanti altri, che l'Argentina raggiunga un grado di violenza inarrestabile


Gracias, Inés Álvarez.

Buenos Aires - Qualche giorno fa, Papa Francesco ha spedito un’e-mail al suo amico argentino Gustavo Vera in cui diceva: «Speriamo di essere ancora in tempo per evitare la messicanizzazione dell’Argentina». Con quell’espressione intendeva lo sviluppo del narcotraffico e della delinquenza, un problema su cui la Chiesa locale manda segnali d’allarme ormai da alcuni anni. Senza avere alcuna intenzione di offendere i messicani, Papa Francesco teme, come tanti altri, che il Paese raggiunga un grado di violenza inarrestabile. - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf 

 Ci sono già stati alcuni casi preoccupanti in tal senso. Nel loro libro ‘Narcolandia’, i giornalisti Virginia Messi e Juan Manuel Bordón raccontano l’arrivo dei narcos colombiani nel Paese e il rapporto tra questo evento e una serie di omicidi, come quello accaduto nel 2008, quando un sicario ha assassinato in pieno giorno due colombiani all’uscita di un affollato centro commerciale a Martínez, nella periferia di Buenos Aires. Secondo gli autori, «l’Argentina è paragonabile a un vivaio per i narco». Ciò significa che i colombiani obbligati ad abbandonare il loro Paese (per evitare rappresaglie di bande avversarie o guai con la Giustizia) trovano in questa nazione australe un buon posto in cui vivere: stessa lingua, eccellente qualità di vita e un sistema giudiziario e poliziesco abbastanza permissivo. - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf 

I colombiani non sono gli unici responsabili della violenza narco in Argentina. A Rosario, una città della provincia di Santa Fe nonché una delle più importanti del Paese, la banda chiamata 'Los Monos' tiene in scacco la popolazione con rapine, scontri con altre bande e omicidi. La sociologa Laura Etcharren, spiega: "Los Monos sono la prima banda di narcotrafficanti ad avere un profilo di cartello anche se non raggiunge ancora quello stadio, in quanto non possiede un leader carismatico del tipo Chapo Guzmán. Inoltre, non ha ancora superato le frontiere, ma presenta solo una migrazione interna verso la Provincia di Buenos Aires". Specialista in narcotraffico e ‘maras’ (gang giovanili), Laura Etcharren tuttavia riconosce che "è la banda cha ha saputo importare meglio la metodologia criminale messicana del sangue freddo, i metodi basati sull’estorsione e la realizzazione di gallerie e piccioni viaggiatori". - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Secondo Etcharren, fino a pochi anni fa, le organizzazioni narco-criminali in Argentina erano ancora in fase embrionale o larvale. "Facevamo parte dell’embrionale Triangolo Sud insieme all’Uruguay e al Cile", specifica. Ma "dal 2010 è stato avviato un processo di sviluppo del narcotraffico favorito da un atteggiamento di negazione e di assenza di politiche per la sicurezza. L’ignoranza rispetto al tema ha finito per essere funzionale al flagello". - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Mentre i Paesi vicini sono ancora in uno stadio larvale, l’Argentina presenta già sintomi di essere profondamente infettata dal narcotraffico. Alla fine del 2014, il vescovo Jorge Lozano, Presidente della Comisión Episcopal de la Pastoral Social, in un’intervista alla radio ha dichiarato: «Stiamo perdendo terreno nella lotta al narcotraffico. Fatta eccezione per alcune retate sporadiche, non ci sono strategie efficaci per sradicare le mafie che operano nel Paese. Si assiste impotenti a una lotta corpo a corpo tra gruppi mafiosi al fine di occupare territori per la vendita, la distribuzione e l’elaborazione di sostanze». 

Il ruolo della Chiesa non è meno importante. Oltre al fatto che molti sacerdoti lavorano nelle aree d’emergenza e constatano l’aumento di consumo delle droghe, è sempre un prete a capo di un organismo fondamentale come il SEDRONAR, responsabile di coordinare le politiche nazionali nella lotta contro la dipendenza. Il padre Juan Carlos Molina guida l’istituzione dopo che il suo antecessore, José Ramón Granero, è stato denunciato per una sua partecipazione a operazioni di traffico di stupefacenti. - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Granero è sotto inchiesta per aver favorito l’entrata dell’efedrina nel Paese, una sostanza con cui si realizzano droghe sintetiche, uno dei prodotti principali in Argentina e in forte espansione. Tuttavia, secondo quanto afferma Etcharren, la redditività della cocaina continua a essere la maggiore. Secondo i dati del 2013 della Gendarmería Nacional, un chilogrammo di cocaina di buona qualità si vende a un prezzo compreso tra 17.000 e 23.000 pesos. - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Senza controllo 

Secondo l’analista, l’Argentina sta attraversando la terza fase del processo di insediamento del narcotraffico, "giacché ormai si sbianca denaro attraverso il settore immobiliare, quello alberghiero, lo sport del calcio e il gioco d’azzardo. In altri termini, oltre a consumare e produrre, si reinvestono i guadagni della vendita delle sostanze in alcune di queste attività". 

Come siamo passati dall’essere un Paese di passaggio e subire il potere dei narco? "L’emarginazione è una base importante. Non la povertà. L’emarginazione, rafforzata da piani sociali, fa leva su tempo libero e ignoranza, e apre la strada a attività delittuose. Il narco, da una parte, ha bisogno della legittimità e dell’emarginazione, e dall’altra ha una vocazione a infiltrarsi negli strati di formazione. Si comincia con una combriccola, si continua con una ‘mara’ quindi si passa a costituire una banda narco", spiega Etcharren. 

L’Argentina si è nutrita dei Paesi che hanno una tradizione in questa attività. Oltre alla presenza dei colombiani, la linea messicana predomina a livello nazionale. Intanto, i narcos paraguaiani dominano la città di Buenos Aires, dopo aver tolto il territorio a bande peruviane, che hanno perso davanti al potere di una rete di contatti internazionali più solida. Secondo la ricerca condotta da Etcharren, "la linea messicana è più che altro dedita al traffico della cocaina. Le altre civettano con questa e la marijuana, ma hanno una predilezione per le droghe di design".   - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Droga e politica 

Il caso di Granero è solo un esempio di come il potere politico sia coinvolto nel narcotraffico. Inoltre, si sospetta che buona parte della campagna elettorale del 2007 di Cristina Kirchner sia stata finanziata da laboratori che introducevano efedrina per la produzione di droghe sintetiche. Questo si è saputo in seguito all’omicidio di tre imprenditori, Sebastián Forza, Damián Ferrón e Leopoldo Bina, in agosto 2008. 

Per questo motivo, è importante sottolineare ciò che sostiene Laura Etcharren: "I narcos senza la connivenza dei grandi gruppi di potere non si sarebbero mai affermati. Dietro l’assenza dello Stato e un’anomia patologica, il narco internazionale ha visto un mercato embrionale, quasi vergine in cui impiantare le proprie attività. Nell’ultimo decennio si è verificata la resa della società di fronte alla malavita organizzata". E per non lasciare adito a dubbi, Laura Etcharren sottolinea: "il potere politico e il potere dei narcos hanno bisogno uno dell’altro. Ma il narco è più forte e quando il potere politico vuole svincolarsi scopre di essere ormai un ostaggio di tale flagello".   - See more at: http://www.lindro.it/0-societa/2015-03-05/169827-paese-ostaggio-del-narcotraffico#sthash.OJzE5rRL.dpuf

Traduzione di Marco Barberi

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